INVESTIRE SUL FUTURO DEI GIOVANI

  • Pubblicato il Sab 30 Ottobre 2021 alle 17:34

Nella complessa fase di ripresa che si apre, le Amministrazioni Comunali non possono permettersi colpevoli disattenzioni.

Grazie al PNRR, siamo in presenza di risorse cospicue utili al rilancio del territorio nel medio e lungo termine, che non vanno sprecate. Infatti è debito che ricadrà anche sulle prossime generazioni: è doveroso, oltre che lungimirante, mettere i giovani al primo posto nel progettare la ripresa. In primo luogo si devono prevedere investimenti cospicui nel settore della formazione tecnica superiore, con l’obiettivo di colmare il vuoto che ci fa rimanere indietro rispetto ai partner più avveduti dell’UE.

La formazione tecnica superiore consente mediamente ad oltre l’80% delle diplomate e dei diplomati di trovare impiego lavoro ad un anno dal diploma, e soprattutto in aree coerenti con il percorso di studi. La programmazione territoriale dell’offerta formativa post diploma è essenziale per dare risposta al fabbisogno di competenze tecnologiche delle aziende di filiera, specialmente nelle PMI, e per colmare il gap di competenze che rischia di ostacolare la ripresa e la crescita. I docenti professionisti provenienti dal mondo del lavoro (tecnici, ingegneri, responsabili di laboratorio e ricercatori) garantiscono un costante aggiornamento con le esigenze specializzate e tecniche provenienti dal mondo del lavoro.

Gli  Istituti Tecnici Superiori sono realizzati secondo il modello organizzativo della Fondazione di partecipazione in collaborazione con imprese, università/centri di ricerca scientifica e tecnologica, enti locali, sistema scolastico e formativo. A sua volta la Fondazione di partecipazione è una forma particolare di ente privato utilizzata dagli enti pubblici per svolgere attività di pubblica utilità con il concorso di privati.

Nella nostra visione, il Comune di Como può utilizzare questo modello e deve giocare un ruolo chiave nel promuovere/agevolare l’incontro tra offerta formativa e imprese del territorio, poli tecnologici, esperienze di innovazione, mondi professionali da cui trarre le energie per la docenza.

Nella città capoluogo si contano svariate strutture utilizzabili per implementare una simile struttura, in grado di rafforzare ed arricchire l’attrattività già esercitata dalla presenza delle facoltà universitarie esistenti. La prospettiva di un polo degli studi che caratterizzi sempre più la vocazione culturale della città diviene in tal modo realistica, anche grazie alle risorse del PNRR.

ANDREA LUPPI – AZIONE
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