L’UNIVERSITÀ PROFESSIONALE NEL NEXT GENERATION EU

  • Pubblicato il Dom 31 Ottobre 2021 alle 17:43

Che cosa sono gli Istituti Tecnici Superiori? (fonte: www.indire.it)

Gli ITS, ispirati al sistema consolidato da molti anni in altri paesi europei, sono la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante. Sono nati nel 2010 per formare tecnici superiori in aree strategiche per lo sviluppo economico e la competitività in Italia, sono scuole di alta tecnologia strettamente legate al sistema produttivo che preparano i quadri intermedi specializzati essenziali allo sviluppo delle aziende

Attualmente esistono 111 ITS correlati a 6 aree tecnologiche:

    Efficienza energetica (15)

    Mobilità sostenibile (20)

    Nuove tecnologie della vita (8)

    Nuove tecnologie per il Made in Italy (45)

    Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo (13)

    Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (10)

I 45 ITS dell’area Nuove tecnologie per il Made in Italy:

    Servizi alle imprese (3)

    Sistema agro-alimentare (19)

    Sistema casa (2)

    Sistema meccanica (13)

    Sistema moda (8)

Che cosa fanno gli ITS?

  • Un mix di teoria e pratica. Gli ITS conciliano tecnica e cultura, teoria e pratica, formazione della persona e formazione alla professione e per questo si rivelano un formidabile passepartout per il mondo del lavoro.
  • Gli ITS garantiscono alti livelli di occupazione ai loro diplomati, operando per il successo occupazionale di tecnici in settori tecnologici d’avanguardia. Chiave del successo è il fatto di puntare all’innovazione nei contenuti, nei metodi di insegnamento e nella strumentazione a supporto della didattica. Molti dei percorsi sono infatti orientati all’uso delle tecnologie abilitanti proprie del piano Industria 4.0.
  • Parola d’ordine: flessibilità. Il principale punto di forza sta di fatto nella flessibilità organizzativa, didattica e progettuale che si traduce in vero e proprio dinamismo col quale viene organizzata ed erogata l’offerta formativa adattando il curricolo al contesto d’uso e ai territori, ovvero intercettando bisogni ed emergenze reali. Le Fondazioni progettano e realizzano, in partnership con il mondo delle imprese, percorsi di durata biennale o triennale sulla base di piani triennali predisposti dalle programmazioni regionali e assumono come riferimento le competenze delle specifiche figure nazionali riferite alle aree tecnologiche, la ricognizione dei fabbisogni formativi dei diversi territori e il potenziale di occupabilità di ciascun territorio rispetto alle specifiche filiere produttive.
  • Una didattica basata sull’esperienza. Alla base di tutto c’è la ricerca di metodologie capaci di offrire una didattica esperienziale che dia agli studenti la possibilità di sperimentare direttamente quanto appreso connettendo l’apprendimento ai contesti aziendali, ovvero toccando con mano ciò che andranno a realizzare in ambito professionale. I laboratori in particolare sono veri e propri catalizzatori di esperienze autentiche: è lì che gli studenti possono svolgere attività complesse che emulano il lavoro, sperimentando processi autentici di soluzione di problemi. In questo modo gli ITS favoriscono l’alternanza fra attività didattiche in aula, laboratori e stage in azienda che avvicina gli studenti al mondo reale del lavoro in cui si apprestano a entrare.
  • Tutor e docenti provenienti dalle aziende. Fondamentale è la stessa presenza di professionalità dedicate come tutor, addetti all’orientamento, e altre figure strategiche per la gestione degli stage (che sono una delle forme esperienziali di organizzazione della didattica più apprezzate dagli studenti). Fattore essenziale è il fatto che i docenti provengano per la maggior parte dal mondo del lavoro.
  • I percorsi hanno una durata biennale o triennale (4/6 semestri – per un totale di 1800/2000 ore). Lo stage è obbligatorio per il 30% delle ore complessive e almeno il 50% dei docenti proviene dal mondo del lavoro. L’esperienza lavorativa in azienda può essere svolta con contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca.
  • Gli ITS permettono di acquisire un Diploma Tecnico Superiore con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche (European Qualification Framework). Per favorire la circolazione in ambito nazionale ed europeo, il titolo è corredato dall’EUROPASS diploma supplement.

Il Next Generation EU e gli ITS (investimenti per 1,5 miliardi di euro)

Estratto da PNRR Italia

     

Sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria (ITS)

La misura mira al potenziamento dell’offerta degli enti di formazione professionale terziaria attraverso la creazione di network con aziende, università e centri di ricerca tecnologica/scientifica, autorità locali e sistemi educativi/formativi. Con questo progetto si persegue:

§ l’incremento del numero di ITS,

§ il potenziamento dei laboratori con tecnologie 4.0,

§    la formazione dei docenti perché siano in grado di adattare i programmi formativi ai fabbisogni delle aziende locali,

§    lo sviluppo di una piattaforma digitale nazionale per le offerte di lavoro rivolte agli studenti in possesso di qualifiche professionali.

L’obiettivo è conseguire un aumento degli iscritti a percorsi ITS del 100% (fino a 18.750 frequentanti e 5.250 diplomati all’anno). L’attuazione di questo investimento è a cura del Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con gli enti di formazione professionale.

Como potrà cogliere questa opportunità se saprà fare rete e identificare le risorse logistiche, organizzative, professionali per costituire ed ospitare fondazioni ITS, valorizzando le eccellenze dei settori tessile, arredamento, turismo per i quali compete a livello internazionale ed è conosciuta nel mondo.

Condividi

Articoli Popolari