IL DIRITTO NEGATO DI ISTRUZIONE

La scuola è un’istituzione che ha il compito fondamentale di alimentare le competenze che consentono a bambini, ragazzi e giovani di entrare attivamente nella società degli adulti.

Le leggi parlano di “diritto dovere di istruzione” fino a 16 anni, con l’obiettivo per tutti di raggiungere un titolo di studio. Ciascuno è libero di scegliere. Il primo biennio delle superiori è orientativo e, quando un ragazzo si accorge di aver “sbagliato scuola”, può cambiare.

Ma non è così.

Coordino un progetto per i ragazzi che hanno abbandonato la scuola. Tra i sei che frequentano i percorsi due ragazze sono state bocciate due volte in prima. L’anno scorso, pur volendo cambiare scuola e indirizzo, non hanno potuto e sono rimaste confinate lì, ripetendo anno e bocciatura.

Quest’anno ho preso contatti con sette scuole della provincia e sto ricevendo sempre la stessa risposta: non c’è posto. Di fatto, questo nega la libertà di scelta.

È praticamente impossibile iscrivere gli studenti, che non hanno superato il primo anno, in scuola diversa da quella di provenienza. In alcuni casi anche nella stessa scuola, come nel caso del Liceo Giovio, che è quindi solo la punta dell’inceberg di un problema molto più profondo, esteso e diffuso.

Le scuole giustificano questa impossibilità segnalando che le classi sono già definite da febbraio dagli Uffici Scolastici sulla base delle richieste che pervengono dagli studenti in uscita dalle medie e che ci sono regole di capienza e di sicurezza.

Questa situazione complessiva determina una lesione gravissima della libertà di scelta della scuola, di fatto ingessando gli studenti nel percorso scelto alle medie con l’impossibilità di cambiarlo.

Il primo biennio della secondaria superiore è il momento più critico dell’iter scolastico.

Chi ha sbagliato scelta si trova costretto – da quello che registriamo – a “rimanere” nella scuola sbagliata o a cercare una scuola “di ripiego” che ha un posto.

La scuola è un diritto, la giusta scuola con un accesso libero lo è ancor di più per evitare insuccesso, abbandono e dispersione.

L’impossibilità di accedere liberamente a un percorso di studi può essere superata formando le classi a luglio e non a febbraio.

Le procedure e le piattaforme devono aiutare i cittadini consentendo un regolare e sereno passaggio a tutti quegli studenti che si sono resi conto che la scuola e il percorso intrapreso vanno cambiati.

Rivolgo un appello ai genitori a segnalare queste situazione per poter chiedere un intervento del Ministero per correggere questa incredibile anomalia.

Ho lanciato una petizione:

https://chng.it/HBQysq7r

Luca Monti

Coordinatore Laboratori Esperienziali Orientativi

Progetto Non Uno di Meno

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FRONTALIERI MAI PIU’ DIMENTICATI

di Fabio Bulgheroni

e Alessandra Pusterla

Una quota consistente della popolazione della città di Como lavora in Svizzera.
I frontalieri, oltre a rappresentare una categoria rilevante sul piano economico, rappresentano un aggregato di cittadini con necessità peculiari che in ambito politico sarà necessario affrontare affinché non rimangano eternamente in sospeso.
L’introduzione in Italia dell’assegno universale, una misura assolutamente innovativa e di valore, ha creato una situazione di stallo nell’erogazione degli assegni familiari da parte delle casse di compensazione svizzere, con conseguenti ricadute negative sui lavoratori frontalieri.
E’ fondamentale far sì che l’Inps e le Casse di compensazione svizzere si parlino, così da definire un’azione condivisa.
Molti altri sono i temi sul tavolo, dalla restituzione della disoccupazione degli anni 2012-2013 alla tassazione da applicare nella modalità di lavoro smart working, numerosi ambiti su cui porre attenzione, con un occhio al nuovo accordo fiscale che, per quanto positivo, merita ulteriori valutazioni nelle parti relative alla copertura di disoccupazione e nella fase di calcolo e ridistribuzione dei ristorni.
Aperta anche la questione del telelavoro.
Il frontaliere può infatti trascorrere in telelavoro (o comunque in lavoro da remoto dall’Italia) al massimo il 24% del tempo totale annuo di lavoro. Se si supera questa soglia, l’azienda svizzera è tenuta a pagare i contributi sociali all’Inps e ad interrompere il versamento del contributo Avs ed ancora, in base all’Accordo fiscale sui frontalieri del 1974, il lavoratore è tenuto a dichiarare in Italia la porzione di reddito maturata durante i giorni trascorsi in telelavoro.
Nella sostanza, prendersi cura dei cittadini comaschi significa fare il possibile perché nessuno rimanga inascoltato e, in quest’ottica, il frontalierato non può essere né dimenticato né ridotto ad una mera questione di disciplina del traffico in dogana.

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QUALIFICARE L’AZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

di Gianluca Aliverti

 

L’università di Como: giovane, dinamica, a misura di studente

Fondazione Volta dovrà tornare ad essere soggetto promotore e di stimolo e opportunità per le università presenti in città (Università dell’Insubria, Conservatorio, Accademia Galli – IED).

È fondamentale costruire migliori relazioni tra le università comasche per cogliere le richieste del territorio e dare adeguate risposte.

L’Accademia Aldo Galli, ad esempio, potrebbe essere una grande risorsa come interlocutore del Comune di Como nella conservazione dei beni artistici e nello sviluppo di attività culturali.

I corsi che afferiscono al comparto dell’Alta formazione artistica si devono integrare in un dialogo continuo con tutte le realtà private e pubbliche del territorio, il percorso teorico e quello pratico dei progetti didattici triennali di Pittura e linguaggi visivi, fashion textile design e il percorso quinquennale di restauro dell’Accademia danno le competenze agli studenti per poter essere una risorsa e interagire con tutti gli attori istituzionali e culturali del territorio in termini di progettualità .

L’Accademia dovrà diventare interlocutore stabile della futura Amministrazione comunale attraverso accordi quadro con il Comune in merito a interventi di restauro sul patrimonio storico e architettonico, con il Museo della seta, con il Setificio e con l’Università dell’Insubria per progetti didattici e la condivisione della biblioteca.

 

Le società partecipate

Il Comune di Como, attraverso una forte presenza nelle società e negli enti di diritto privato controllati deve tornare ad esercitare un ruolo centrale.

In particolare, gli enti di diritto privato, comunque denominati, in controllo dell’amministrazione, svolgono attività in favore dell’amministrazione o altre attività di servizio pubblico.

L’Amministrazione comunale non dovrà limitarsi a indicare i suoi rappresentanti nei diversi Consigli di Amministrazione ma dovrà prevedere piani e programmi particolareggiati per ciascuno di essi ed esercitare un’attenta attività di controllo in modo da massimizzarne l’efficacia in rapporto a quanto previsto nei rispettivi Statuti.

 

I quartieri

La rigenerazione della città partirà dai quartieri e inciderà in primis su di essi. Verranno messi a fuoco interventi specifici nei singoli quartieri di carattere viabilistico, organizzativo e di pianificazione urbanistica attraverso un metodo di co-progettazione.

Un intervento imprescindibile dovrà riguardare i tre passaggi a livello delle Ferrovie Nord che tagliano in due la città dalla stazione di Como Borghi a quella di Como Lago passando per S. Orsola.

L’Amministrazione si farà carico di questo annoso problema studiando una soluzione definitiva con Ferrovie Nord.

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AZIONI PER ALTA FORMAZIONE E SPORT AGONISTICO

di Anna Coletta

PROGRAMMI E AZIONI  PER SOSTENERE A COMO L’ALTA FORMAZIONE UNIVERSITARIA, LA PERMANENZA DEL CONSERVATORIO ED IL SOSTEGNO A SOCIETA’ SPORTIVE AGONISTICHE

La mia esperienza di professionista nell’area delle risorse umane e di madre di 3 figli hanno definito con chiarezza la mia particolare sensibilità per la formazione ed il futuro dei giovani.

Como ha opportunità e potenzialità per diventare una città internazionale dell’alta formazione per giovani di talento.

Consideriamo tre ambiti:

UNIVERSITA’

L’eccellenza didattica della nostra Università può e deve diventare anche una eccellenza per l’accoglienza ed ospitalità e punto di attrazione per studenti provenienti da tutto il mondo. Questo, anche nella prospettiva di realizzare in città un campus universitario con alloggi e strutture sportive per gli studenti, magari riconvertendo allo scopo qualche area dismessa.

La Lista Agenda Como 2030 pensa già alla riqualificazione di aree e sedi di proprietà comunale  dismesse, funzionali ad alloggi per studenti e strutture ricreative  a loro dedicate.

CONSERVATORIO

Il Conservatorio Verdi di Como è un fiore all’occhiello dell’alta formazione musicale in Lombardia con fama e collegamenti internazionali. Dopo anni di richieste e promesse inevase è ora che il Conservatorio sia dotato di spazi e sale extra per lo studio, le esercitazioni orchestrali, gli eventi musicali. Il rischio che l’Istituto Superiore sia chiuso per essere trasferito in altre realtà lombarde è molto serio! Como ha la possibilità di individuare e assegnare “spazi e strutture” all’Alta Formazione Musicale.

Barbara Minghetti  e la sua ampia coalizione ha già una soluzione che consiste nell’assegnare le aule di viale Cavallotti (da manutenere) dell’Associazione Carducci, rilasciate da facoltà di giurispudenza dell’Università Insubria in corso di trasferimento nelle aule occupate dal Politecnico! Impegno e certezza!

SOCIETA’ SPORTIVE CON IMPEGNO AGONISTICO   

Diverse società che danno lustro allo sport comasco come la Comense scherma chiedono la manutenzione e riqualificazione delle strutture comunali che hanno in uso oltre ad una equa gestione dei costi di funzionamento.

Una proposta importante di Barbara Minghetti e della Lista Agenda Como 2030 che l’appoggia è di rivedere la durata della convezione della struttura comunale di via dei Partigiani per poter assicurare continuità e riqualificazione della struttura.

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LE POTENZIALITÀ DEL MERCATO COPERTO DI COMO

di Maurizio Cinti

Riqualificare gli spazi per migliorare la città

L’area grossisti del mercato coperto, ristrutturata ma chiusa desolatamente da anni, rappresenta uno spazio eccezionalmente ricco di potenzialità per Como.

Non bisogna inventarsi nulla, basta guardare ai numerosi esempi similari sparsi in Italia e nel mondo.

Negli Stati Uniti spiccano le esperienze del Ferry Building di San Francisco, la vecchia stazione dei traghetti, o il Quincy Market di Boston, dove la ristrutturazione di vecchi spazi ha portato all’apertura di mercati moderni che attirano quotidianamente frotte di cittadini e turisti. In Italia non mancano esempi altrettanto significativi di come si possano recuperare vecchie strutture espositive rivitalizzandole e offendo occasioni di sviluppo imprenditoriale oltre che spazi aperti alla collettività locale e al flusso turistico.

Roma, Firenze, Ancona, Trieste, Ravenna e via discorrendo, hanno esempi significativi in tal senso.

Pensiamo ad una struttura aperta al pubblico che raccolga spazi espositivi e di vendita e degustazione di prodotti enogastronomici locali e non.

Un’area con spazi comuni per sedersi e degustare le specialità offerte, che può diventare punto di incontro per i comaschi ed i turisti.

Si può pensare ad incentivare la imprenditoria giovanile del settore offrendo spazi commerciali a canone simbolico agevolato per i primi due/tre anni di avviamento.

Uno spazio in cui ritrovarsi oltre che per gustare prodotti del territorio, anche per leggere un libro o acquistare una guida turistica del luogo o biglietti per manifestazioni e spettacoli.

Insomma, ridare vita ad una struttura attualmente dimenticata che diventa volano di attività commerciali e turistiche a tutto vantaggio della zona, invogliando cittadini e turisti a rivitalizzare con la loro presenza una parte di Como altrimenti fuori dai consueti circuiti.

Ancora una volta, prendere esempio dalle esperienze virtuose sparse per il mondo significa trasferire a Como la volontà positiva di lavorare per lo sviluppo ed il futuro della collettività.

Come già abbiamo scritto, il nostro programma prevede una valorizzazione come mercato cittadino e piazza coperta, aperto tutta la settimana, rivolto a tre obiettivi principali:

  • Architettonico: attraverso la valorizzazione (restauro parte dettaglianti e completamento padiglione grossisti) e inserimento nel circuito razionalista. Creazione di una piazza coperta al piano terreno del padiglione grossisti.
  • Enogastronomico: attraverso la trasformazione del padiglione grossisti in uno spazio enogastronomico a “centimetrozero”, con punti di ristoro che servono prodotti provenienti dai banchi del mercato.
  • Culturale: attraverso l’utilizzo della piazza interna per piccoli eventi (concerti, letture, teatro di strada, ecc.)

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LA COMO 2030 SARÀ UNA SMART CITY

Di Andrea Silvestri

Voglio chiarire un punto importante: quando parliamo di realizzare una SmartCity non stiamo parlando di tecnologia. Perciò, anche non sei molto informatico, continua a leggere.

Le città moderne sono complesse: gestiscono i servizi, la viabilità, i flussi del traffico e i parcheggi, i rifiuti, gli edifici comunali e fanno altre attività specifiche come monitorare la qualità dell’aria, occuparsi di commercio e turismo, etc.

Devono poi rispondere ai cittadini, che hanno elevato le loro aspettative nei confronti dell’amministrazione. Oggi chiedono servizi efficienti, città sostenibili, qualità di vita, transizione ecologica, un uso sostenibile delle risorse, una nuova mobilità dolce.

Prendere le giuste decisioni navigando una crescente complessità non è facile, si rischia di venire travolti ed esserne disorientati, incapaci di agire. Il risultato lo abbiamo visto a Como negli ultimi cinque anni.

Per gestire le dinamiche della città e prendere decisioni informate ci vogliono gli strumenti giusti: transizione digitale piattaforma urbana.

Provo a spiegare la “transizione digitale” del Comune con alcuni esempi.

#immagina di non dover più compilare moduli di carta o mandare la fotocopia della tua carta d’identità per ogni pratica – dopo tutto te l’hanno data loro!

#immagina di portare sempre in tasca l’app del Comune e ricevere le notifiche quando ci sono eventi in città che potrebbero interessarti, o pagare dall’app una multa facendo avanti, avanti, conferma.

#immagina di ricevere un sms che ti dice che tuo figlio è regolarmente iscritto al prossimo anno scolastico – e persino alla mensa! – senza che tu abbia dovuto protocollare alcuna richiesta.

Questa #transizionedigitale non solo è possibile, ma è facilmente realizzabile. Ed è molto importante perché è la condizione necessaria per costruire una SmartCity, una città che mette al centro le persone semplificando la fruizione dei servizi e utilizza in modo intelligente le informazioni già disponibili.

Per portarla a termine serve cambiare mentalità, condividere gli obiettivi con il personale interno e i cittadini, le imprese e i soggetti rilevanti del territorio e dare una formazione significativa al personale dell’amministrazione.

Il secondo strumento è la cosiddetta “piattaforma urbana”.

Le città moderne sono piene di oggetti moderni: edifici pubblici, semafori, telecamere, stazioni di monitoraggio ambientale, mezzi di trasporto pubblico e per la raccolta dei rifiuti, etc. tutti raccolgono informazioni sulla città.

Una smartcity raccoglie tutte queste informazioni in tempo reale ed offre servizi “intelligenti”, facciamo qualche esempio anche qui:

#immagina di poter verificare la disponibilità di un parcheggio e di prenotarlo dall’app del Comune

#immagina che i lampioni per strada decidano da soli di spegnersi se fa giorno o di accendersi se passa qualcuno

#immagina che i semafori possano allungarsi o ridursi per facilitare il flusso del traffico in ogni momento

#immagina che gli autobus sappiano riconoscere e segnalare le situazioni di degrado che incontrano per strada

Sono esempi di servizi intelligenti, che rendono più semplice la vita ai cittadini, più vivibile la città, riducono sprechi e costi, consentono di adottare modelli di sviluppo sempre più sostenibili.

Ma non è finita qui..

La #piattaformaurbana basata sulle informazioni sa analizzare i dati della città e riesce a suggerire possibili alternative a chi deve amministrarla, che può così prendere decisioni informate.

La #piattaformaurbana è aperta e consente ad imprese e associazioni di fruire dei dati raccolti per immaginare e realizzare nuovi servizi per cittadini, commercianti o turisti e arricchire così l’esperienza della città.

La SmartCity è un ecosistema di nuovi servizi e prodotti per i cittadini, di soluzioni intelligenti a supporto della capacità decisionale in merito alle politiche pubbliche, e il motore della città sostenibile.

Oggi è possibile realizzarla anche a Como grazie ai fondi del PNRR che destina il 27% delle risorse totali alla crescita digitale del Paese. Italia digitale 2026 è la strategia promossa dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale all’interno del PNRR.

Per ottenerli è necessario stabilire oggi gli obiettivi strategici per la città e le principali iniziative digitali per i prossimi anni e individuare un ufficio per la transizione digitale dotato delle risorse umane e finanziarie necessarie per realizzare questa importante trasformazione.

E’ un’opportunità che non possiamo perdere.

#immagina il futuro a Como.

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LO SPORT AL CENTRO DELLE POLITICHE PER I CITTADINI

Di Lorenzo Pedretti

 

LO SPORT – Al centro dell’azione amministrativa

Lo sport a Como, secondo Agenda Como 2030, è parte essenziale dei processi di inclusione, di crescita, di socialità e di benessere per tutti.

Nuovo impulso al sistema sportivo della città verrà sia attraverso interventi diretti sul patrimonio sia con il supporto alle associazioni che molto fanno in quest’ambito a beneficio di tutti i cittadini.

Per questo sarà individuato, oltre all’assessore allo Sport, un consigliere che sarà referente diretto delle associazioni, in modo da attivare un filo diretto tra amministrazione e mondi sportivi.

Gestione e manutenzione degli impianti

Le società sportive il più delle volte sono disposte a fare investimenti sulle strutture – ma è decisivo estendere la durata delle convenzioni, per garantire maggiore stabilità alle società e un senso ai loro sforzi anche economici.

Manutenzione ordinaria e straordinaria

Aumentando la collaborazione tra l’ufficio tecnico del Comune e i dirigenti scolastici si vuole rendere totalmente fruibili le strutture esistenti. Oltre all’utilizzo dei soldi già stanziati e mai utilizzati del Patto per la Lombardia riguardo molti dei centri sportivi di Como, sarà previsto un cofinanziamento tra società e Comune per la manutenzione ordinaria e verrà programmato un piano di ristrutturazione straordinaria annuale, dando la priorità alle situazioni più critiche.

Il rapporto tra Comune e associazioni sportive

Lo sport è strumento di inclusione: perciò incentiveremo benefici, agevolazioni e sostegno sia per le società sportive che per le famiglie. Per le società sportive queste forme di beneficio saranno indirizzate a coloro che proporranno un’offerta che coinvolga diverse fasce di età. Per le famiglie, verranno previsti benefici nei casi in cui più soggetti del medesimo nucleo familiare partecipino alle attività o per le famiglie con ISEE più bassi.

Lo sport nei quartieri

Verrà realizzata una serie di giornate dello sport nei diversi quartieri della città che culmineranno nella “Notte bianca dello sport” in centro. La proposta consente di estendere la platea dei beneficiari, di creare un legame tra il cittadino e il luogo in cui vive, di rivitalizzare aree e zone troppo spesso inutilizzate.

Lo sport nei parchi

La promozione dello sport nei parchi richiede l’individuazione delle aree verdi da mettere a disposizione della cittadinanza. Seguirà l’individuazione delle ASD/SSD che realizzeranno attività sportiva in settimana, a pagamento e gratuita, destinata a diverse fasce di età, grazie ad un contributo di Sport e Salute/Comune. Verranno creati programmi diversificati per target e giornate a tema con incontri formativi sui temi di «sport e sociale» e «sport e salute».

Sport e Turismo

Grazie alla collaborazione con gli operatori del settore, albergatori, tour operator, realizzeremo offerte mirate per valorizzare la sinergia tra sport, paesaggio, cultura e turismo. Destineremo, in accordo con gli albergatori, l’aumento del budget previsto della tassa di soggiorno per la promozione e l’organizzazione di eventi sportivi.

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LA CULTURA PER LA COMO FUTURA

Un’offerta culturale sempre più ricca e variegata per la Como del futuro.

Di Federica Andreoli

La cultura nella visione di Agenda Como 2030 è la chiave per la cura delle relazioni, del territorio, delle persone. E’ creare, favorire, diffondere, momenti di crescita personale e collettiva che siano condivisibili da tutti i cittadini in luoghi pensati, organizzati, creati, consoni.

 

Relazioni

L’offerta deve essere plurale e plurali saranno gli operatori coinvolti. L’amministrazione comunale, in tale poliedricità, svolgerà il ruolo importantissimo di regia. Per questo, oltre all’assessorato alla Cultura, verrà individuato un consigliere con specifica delega alla Cultura, in modo da facilitare le relazioni tra tutti gli operatori culturali e l’amministrazione.  Gli operatori culturali della città, considerati risorsa attiva e dinamica, saranno anche supportati attivamente dall’amministrazione attraverso un sistema di bandi che possa coprire le attività lungo l’intera annata, dando modo di affrontare una seria programmazione che sia in grado  di produrre  un’offerta culturale che copra i 12 mesi, prevedendo una presenza diffusa in tutti i quartieri.  Saranno attivate specifiche convenzioni, adeguate alle esigenze di programmazione e di investimento dei soggetti gestori, che possano avere durata pluriennale. Ci si prenderà cura non solo della relazione fra operatori culturali e amministrazione, ma anche della relazione fra esigenze culturali dei cittadini e amministrazione: sarà costituito un tavolo di co-progettazione con frequenza costante per costruire una offerta culturale sempre in linea con la ‘pancia’ della città.

 

Luoghi

La cittadinanza ha bisogno di luoghi collettivi, pubblici e/o privati, per sperimentare partecipazione e co-creazione, per incontrarsi, conoscersi e confrontarsi. Esistono tantissime strutture pubbliche sotto-utilizzate, inutilizzate o in stato di abbandono, da recuperare e da ripensare.  Tra questi luoghi finalmente sarà possibile pensare anche a uno spazio dedicato alla musica classica, in forma di Auditorium, secondo le più avanzate nozioni di progettazione acustica, ove valorizzare sia le tante esperienze di questo genere già presenti sul territorio comasco sia quelle che si potrebbero  accogliere dal ‘fuori’. “Aprire le finestre”, ora, è, infatti, fondamentale per rilanciare Como nel mondo. Come? Progettando eventi che si relazionino con circuiti nazionali e internazionali già di grande attrattività, creando ponti/collegamenti con eventi e fiere che fungano da  magneti culturali. Tutto ciò, partendo dalle grandi ville aperte, da Villa Olmo a Villa del Grumello e Villa Erba, dai centri di valore storico come il Broletto e la Torre del Baradello.

Seguendo gli esempi di Art Week (Miart), Design Week (Salone del mobile), Pianocity, Bookcity, Festival della letteratura, ecc. Como può proporre una settimana di cultura all’insegna delle sue unicità. Fra queste, Alessandro Volta e Festival della Luce. Intendiamo dare maggiore impulso al Festival della Luce, in collaborazione con la Fondazione Alessandro Volta, rilanciando il percorso museale al Tempio Voltiano e nuove relazioni con le scuole per l’inserimento di corsi extra-scolastici e laboratori.

In particolare

Politeama – il nuovo Centro culturale

Sulla base del lavoro portato avanti in nell’ultimo anno dal gruppo di lavoro organizzato in tavoli

che se ne è occupato, il Politeama diventa, nella nostra visione, uno spazio polifunzionale dove

si trovano diverse attività – uno spazio creativo animato con percorsi di formazione, mostre di giovani artisti emergenti e attività per bambini e famiglie: un ambiente accogliente dove stare insieme e dove stare bene.

Mercato coperto, un incontro tra cibo e cultura

Il mercato annonario comunale (mercato coperto) è un elemento fondamentale della cultura

cittadina. Volgiamo valorizzarlo come mercato cittadino e piazza coperta, aperto tutta la settimana, rivolto a tre obiettivi principali:

– Architettonico: attraverso la valorizzazione (restauro parte dettaglianti e completamento

padiglione grossisti) e inserimento nel circuito razionalista. Creazione di una piazza coperta al

piano terreno del padiglione grossisti.

– Enogastronomico: attraverso la trasformazione del padiglione grossisti in uno spazio

enogastronomico a “centimetrozero”, con punti di ristoro che servono prodotti provenienti dai

banchi del mercato.

– Culturale: attraverso l’utilizzo della piazza interna per piccoli eventi (concerti, letture, teatro di

strada, ecc.)

Villa Olmo – padiglione espositivo temporaneo e permanente

Villa Olmo è uno dei luoghi espositivi più ampi attualmente a Como, che deve stabilmente diventare un centro di cultura e non solo un luogo di passaggio. Al primo piano della Villa troverà sede una struttura museale “fissa” (il Museo della seta è già ipotesi allo studio). Il piano terra sarà il luogo ospite per eccellenza di grandi mostre contemporanee itineranti che dialogano con il contesto internazionale e nazionale. Il sistema museale comunale sarà organizzato per offrire un migliore servizio sia in termini qualitativi che di ampiezza. Verrà creata la posizione, tutt’ora mancante, di un ruolo dirigenziale che coordinerà l’intera rete, che avrà Villa Olmo nel ruolo di pivot del sistema.
Così la pinacoteca, il Museo archeologico, con il suo giardino sulle mura recuperato e nuove realtà espositive che potrebbero nascere, dedicate all’arte contemporanea, o nuove realtà museali dedicate a personaggi storici identificativi di Como (Plinio il vecchio e Plinio il giovane), finalmente saranno messi a sistema.

Off the Wall – Festival delle Mura

Verranno creati eventi temporanei in co-progettazione con attori culturali territoriali che possano creare percorsi che valorizzino il giardino lineare attorno alle mura. Saranno coinvolti anche i giardini interni alle mura e i cortili, come già il festival ‘Bellezze interiori’ ha fatto negli anni scorsi,  tra cui gli spazi dell’ex-combattenti.

 

Risorse

Tutto ciò sarà possibile solo se l’amministrazione potrà contare su tante risorse. A tale proposito è stato pensato un assessorato che si dedichi ai bandi nazionali ed europei per intercettare tutti i finanziamenti possibili da destinare ai progetti. Altra fonte di risorse sarà la tassa di soggiorno:  i  proventi dell’Imposta di soggiorno saranno utilizzati per finalità strettamente correlate allo scopo previsto dalla normativa e verranno suddivisi al 50% tra interventi di carattere culturale e turistico.

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LA VISIONE DELLA CITTÀ: LA RIGENERAZIONE URBANA

di Giorgio Selis

Come abbiamo annunciato dalla costituzione di Agenda Como 2030 la scorsa estate, la Como dei prossimi cinquant’anni anni si decide ora. La Como votata allo sviluppo, sociale, economico, turistico e culturale, la Como del vivere bene dipende dalle scelte strategiche che prenderemo nei prossimi anni.

Guardando ad obiettivi di sostenibilità, di consumo di suolo zero, di tutela della salute e dell’ambiente, abbiamo immaginato la trasformazione delle principali aree pubbliche della città in chiave rigenerativa, capace cioè di partire dalla situazione esistente senza sprecarla ma, al contrario, valorizzandola con interventi di visione, rispettosi dell’esistente e, nel contempo coraggiosi, per dare ai comaschi e a chi visiterà Como una città sempre più aperta, accogliente e capace di offrire nuove opportunità alle nuove generazioni.

Alla base di ogni intervento vi saranno percorsi di co-progettazione: la cittadinanza sarà chiamata a contribuire attivamente alle scelte strategiche.

I quartieri

La rigenerazione della città partirà dai quartieri e inciderà in primis su di essi. Verranno messi a fuoco interventi specifici nei singoli quartieri, a partire dal recupero degli immobili in disuso. Spazi e strutture saranno restituiti alla comunità, in un’azione di complessiva ricucitura del tessuto urbano e sociale.

Le Case del quartiere, ma anche interventi di carattere viabilistico, organizzativo e di pianificazione urbanistica, rappresenteranno i cardini di questa nuova città policentrica, in cui l’urbanistica e la rigenerazione urbana saranno strumenti indispensabili nella costruzione della Como che vuole guardare avanti.

La co-progettazione rappresenterà il metodo che guiderà ogni intervento, dal più piccolo al più grande.

Le aree strategiche

Ticosa: un HUB creativo per le nuove generazioni

Il comparto della Ticosa sarà oggetto di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana a servizio della comunità, mediante la realizzazione di spazi multifunzionali in grado di generare occasioni di lavoro per i giovani con un forte orientamento alla creatività, alla innovazione e, inoltre, in grado di stimolare dinamiche di sviluppo territoriale e coesione sociale.

Grazie anche a un piano a parcheggio interrato per circa 800 posti, e alla riqualificazione dei nodi viabilistici,

Il nuovo comparto della città sarà un esempio di quartiere modello sostenibile e innovativo.

Stadio Sinigaglia: una struttura moderna e riqualificazione urbana del quartiere

La riqualificazione dello stadio comprenderà, oltre alla struttura sportiva del Sinigaglia anche l’area dei

Giardini di Ponente, la pedonalizzazione di via Puecher e viale Sinigaglia, con sosta garantita per i soli residenti, la connessione e riqualificazione dell’asse giardini- passeggiata di Villa Olmo, nuovi spazi per funzioni sportive di quartiere, valorizzazione della piscina, delle storiche attività nautiche e dell’idroscalo già presenti.

Il progetto potrà essere realizzato in co-progettazione con risorse pubbliche e private, attraverso una possibile concessione di lunga durata, commisurata ai capitali che saranno investiti.

San Martino: il parco urbano e la rifunzionalizzazione delle strutture esistenti a servizio della città

Il San Martino ha per la città un forte valore simbolico. La riqualificazione del patrimonio edilizio e del Parco non può che essere finalizzata a funzioni pubbliche.

In tal senso il progetto, da mettere a punto attraverso un percorso di ascolto e coprogettazione in accordo con le realtà già operanti all’interno, prevede la realizzazione di un centro polifunzionale a valenza socio-assistenziale, culturale, della formazione e dello sport attraverso il coinvolgimento di Enti, Associazioni del Terzo Settore e Associazioni sportive che collaborano nella gestione e nella definizione di programmi e progetti comuni.

Al San Martino sarà preservata la memoria del luogo, attraverso il recupero dell’archivio storico e dei volumi della biblioteca dell’ex Ospedale.

Citta della della Salute – Ex Sant’Anna

Il graduale trasloco di attività sanitarie all’interno dell’ex ospedale Sant’Anna sta dando luogo alla Cittadella della salute. Sarà fondamentale accelerare il più possibile questo passaggio e intervenire sulla porzione del comparto attualmente a destinazione residenziale, attraverso una modifica dell’Accordo di programma in essere finalizzata all’introduzione di nuove funzioni di carattere pubblico (Casa di comunità) e di servizi privati convenzionati con finalità pubbliche di carattere socio sanitario. All’interno di questa iniziativa dovrà trovare spazio la nuova fruibilità del parco alle pendici del Baradello e l’apertura del passaggio ciclo pedonale che porta da San Carpoforo al GB Grassi.

Il Comune si attiverà perché all’interno del compendio venga individuata una parte destinata a dormitorio e centro diurno funzioni anche diurne di ospitalità, formazione e supporto psicologico.

Caserma De Cristoforis

Parallelamente al previsto trasferimento alla Caserma De Cristoforis degli archivi pubblici statali, il Comune si farà parte attiva perché nel nuovo compendio trovino spazio anche enti che si occupano di storia e ricerca storica (Anpi, Istituto di Storia contemporanea Pier Amato Perretta).

In seguito a questo intervento, sarà ridisegnata la viabilità della zona e dato impulso al servizio pubblico.

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IL CAPITALE UMANO

di Luca Monti

coordinatore nazionale dei Tavoli di +Europa

Promotore di Agenda Como 2030

La Proposta per la Città di Como

La coalizione, che sostiene la candidatura di Barbara Minghetti per l’amministrazione di Como, è fermamente convinta che il Capitale Umano sia una delle leve strategiche per il futuro della città.

La formazione è un diritto del cittadino. Perché?

La parola “formazione” è composta da “forma” ed “azione” e contempla tutte quelle attività che consentono alla persona di entrare in relazione con la società.

Pensiamo a un puzzle dove il nostro spazio ha una forma che consente di inserirsi bene, di combaciare. E questo puzzle cambia continuamente sulla spinta dell’innovazione, degli eventi storici, degli interessi, abitudini, moda e cultura di chi lo popola. Se questo nostro spazio cambia, abbiamo bisogno di cambiare con lui. La formazione è ciò che ci adatta e prepara a questi cambiamenti. Per questo la formazione ci accompagna lungo tutto l’arco della vita. In Svizzera si organizzano corsi per chi va in pensione…

Abbiamo la fortuna di avere formazione di eccellenza nei diversi gradi di istruzione iniziale e di sviluppare competenze di alto profilo nelle imprese e nei centri di innovazione come ComoNext. Questo potenziale può essere valorizzato per trasformare Como in un luogo elettivo della formazione per alcune aree e settori dove il nostro nome è riconosciuto: tessile, arredamento, turismo. A questo aggiungiamo spazi pubblici disponibili e le grandi potenzialità del digitale per una “formazione aumentata” in parte fisica e in parte digitale.

Potreste chiamarlo “sogno”, noi la chiamiamo “visione della città”.

Se poi si vuole anche analizzare il concreto e il quotidiano, il Tavolo Capitale Umano, coordinato da Luca Monti (coordinatore nazionale dei Tavoli Tematici di +Europa) con Marco Seregni (coordinatore provinciale di Volt e candidato), Monica dell’Antonia, Marco Corengia, Stefano Fanetti, Daniele Valsecchi, Eleonora Galli e Salvatore Amura, ha elaborato 7 Obbiettivi per Como per lo sviluppo del Capitale Umano:

che sono poi presentati in un documento, che spiega tutti gli elementi principali per raggiungerli. Dall’analisi dei dati e dei fabbisogni, passando per le azioni da intraprendere, le risorse da intercettare e le sinergie necessarie.

La proposta è stata presentata dalla coalizione sabato 7 maggio e alleghiamo il documento completo.

Per ulteriori approfondimenti, puoi anche leggere gli articoli precedenti:

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