FRONTALIERI MAI PIU’ DIMENTICATI

di Fabio Bulgheroni

e Alessandra Pusterla

Una quota consistente della popolazione della città di Como lavora in Svizzera.
I frontalieri, oltre a rappresentare una categoria rilevante sul piano economico, rappresentano un aggregato di cittadini con necessità peculiari che in ambito politico sarà necessario affrontare affinché non rimangano eternamente in sospeso.
L’introduzione in Italia dell’assegno universale, una misura assolutamente innovativa e di valore, ha creato una situazione di stallo nell’erogazione degli assegni familiari da parte delle casse di compensazione svizzere, con conseguenti ricadute negative sui lavoratori frontalieri.
E’ fondamentale far sì che l’Inps e le Casse di compensazione svizzere si parlino, così da definire un’azione condivisa.
Molti altri sono i temi sul tavolo, dalla restituzione della disoccupazione degli anni 2012-2013 alla tassazione da applicare nella modalità di lavoro smart working, numerosi ambiti su cui porre attenzione, con un occhio al nuovo accordo fiscale che, per quanto positivo, merita ulteriori valutazioni nelle parti relative alla copertura di disoccupazione e nella fase di calcolo e ridistribuzione dei ristorni.
Aperta anche la questione del telelavoro.
Il frontaliere può infatti trascorrere in telelavoro (o comunque in lavoro da remoto dall’Italia) al massimo il 24% del tempo totale annuo di lavoro. Se si supera questa soglia, l’azienda svizzera è tenuta a pagare i contributi sociali all’Inps e ad interrompere il versamento del contributo Avs ed ancora, in base all’Accordo fiscale sui frontalieri del 1974, il lavoratore è tenuto a dichiarare in Italia la porzione di reddito maturata durante i giorni trascorsi in telelavoro.
Nella sostanza, prendersi cura dei cittadini comaschi significa fare il possibile perché nessuno rimanga inascoltato e, in quest’ottica, il frontalierato non può essere né dimenticato né ridotto ad una mera questione di disciplina del traffico in dogana.

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QUALIFICARE L’AZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

di Gianluca Aliverti

 

L’università di Como: giovane, dinamica, a misura di studente

Fondazione Volta dovrà tornare ad essere soggetto promotore e di stimolo e opportunità per le università presenti in città (Università dell’Insubria, Conservatorio, Accademia Galli – IED).

È fondamentale costruire migliori relazioni tra le università comasche per cogliere le richieste del territorio e dare adeguate risposte.

L’Accademia Aldo Galli, ad esempio, potrebbe essere una grande risorsa come interlocutore del Comune di Como nella conservazione dei beni artistici e nello sviluppo di attività culturali.

I corsi che afferiscono al comparto dell’Alta formazione artistica si devono integrare in un dialogo continuo con tutte le realtà private e pubbliche del territorio, il percorso teorico e quello pratico dei progetti didattici triennali di Pittura e linguaggi visivi, fashion textile design e il percorso quinquennale di restauro dell’Accademia danno le competenze agli studenti per poter essere una risorsa e interagire con tutti gli attori istituzionali e culturali del territorio in termini di progettualità .

L’Accademia dovrà diventare interlocutore stabile della futura Amministrazione comunale attraverso accordi quadro con il Comune in merito a interventi di restauro sul patrimonio storico e architettonico, con il Museo della seta, con il Setificio e con l’Università dell’Insubria per progetti didattici e la condivisione della biblioteca.

 

Le società partecipate

Il Comune di Como, attraverso una forte presenza nelle società e negli enti di diritto privato controllati deve tornare ad esercitare un ruolo centrale.

In particolare, gli enti di diritto privato, comunque denominati, in controllo dell’amministrazione, svolgono attività in favore dell’amministrazione o altre attività di servizio pubblico.

L’Amministrazione comunale non dovrà limitarsi a indicare i suoi rappresentanti nei diversi Consigli di Amministrazione ma dovrà prevedere piani e programmi particolareggiati per ciascuno di essi ed esercitare un’attenta attività di controllo in modo da massimizzarne l’efficacia in rapporto a quanto previsto nei rispettivi Statuti.

 

I quartieri

La rigenerazione della città partirà dai quartieri e inciderà in primis su di essi. Verranno messi a fuoco interventi specifici nei singoli quartieri di carattere viabilistico, organizzativo e di pianificazione urbanistica attraverso un metodo di co-progettazione.

Un intervento imprescindibile dovrà riguardare i tre passaggi a livello delle Ferrovie Nord che tagliano in due la città dalla stazione di Como Borghi a quella di Como Lago passando per S. Orsola.

L’Amministrazione si farà carico di questo annoso problema studiando una soluzione definitiva con Ferrovie Nord.

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AZIONI PER ALTA FORMAZIONE E SPORT AGONISTICO

di Anna Coletta

PROGRAMMI E AZIONI  PER SOSTENERE A COMO L’ALTA FORMAZIONE UNIVERSITARIA, LA PERMANENZA DEL CONSERVATORIO ED IL SOSTEGNO A SOCIETA’ SPORTIVE AGONISTICHE

La mia esperienza di professionista nell’area delle risorse umane e di madre di 3 figli hanno definito con chiarezza la mia particolare sensibilità per la formazione ed il futuro dei giovani.

Como ha opportunità e potenzialità per diventare una città internazionale dell’alta formazione per giovani di talento.

Consideriamo tre ambiti:

UNIVERSITA’

L’eccellenza didattica della nostra Università può e deve diventare anche una eccellenza per l’accoglienza ed ospitalità e punto di attrazione per studenti provenienti da tutto il mondo. Questo, anche nella prospettiva di realizzare in città un campus universitario con alloggi e strutture sportive per gli studenti, magari riconvertendo allo scopo qualche area dismessa.

La Lista Agenda Como 2030 pensa già alla riqualificazione di aree e sedi di proprietà comunale  dismesse, funzionali ad alloggi per studenti e strutture ricreative  a loro dedicate.

CONSERVATORIO

Il Conservatorio Verdi di Como è un fiore all’occhiello dell’alta formazione musicale in Lombardia con fama e collegamenti internazionali. Dopo anni di richieste e promesse inevase è ora che il Conservatorio sia dotato di spazi e sale extra per lo studio, le esercitazioni orchestrali, gli eventi musicali. Il rischio che l’Istituto Superiore sia chiuso per essere trasferito in altre realtà lombarde è molto serio! Como ha la possibilità di individuare e assegnare “spazi e strutture” all’Alta Formazione Musicale.

Barbara Minghetti  e la sua ampia coalizione ha già una soluzione che consiste nell’assegnare le aule di viale Cavallotti (da manutenere) dell’Associazione Carducci, rilasciate da facoltà di giurispudenza dell’Università Insubria in corso di trasferimento nelle aule occupate dal Politecnico! Impegno e certezza!

SOCIETA’ SPORTIVE CON IMPEGNO AGONISTICO   

Diverse società che danno lustro allo sport comasco come la Comense scherma chiedono la manutenzione e riqualificazione delle strutture comunali che hanno in uso oltre ad una equa gestione dei costi di funzionamento.

Una proposta importante di Barbara Minghetti e della Lista Agenda Como 2030 che l’appoggia è di rivedere la durata della convezione della struttura comunale di via dei Partigiani per poter assicurare continuità e riqualificazione della struttura.

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LE POTENZIALITÀ DEL MERCATO COPERTO DI COMO

di Maurizio Cinti

Riqualificare gli spazi per migliorare la città

L’area grossisti del mercato coperto, ristrutturata ma chiusa desolatamente da anni, rappresenta uno spazio eccezionalmente ricco di potenzialità per Como.

Non bisogna inventarsi nulla, basta guardare ai numerosi esempi similari sparsi in Italia e nel mondo.

Negli Stati Uniti spiccano le esperienze del Ferry Building di San Francisco, la vecchia stazione dei traghetti, o il Quincy Market di Boston, dove la ristrutturazione di vecchi spazi ha portato all’apertura di mercati moderni che attirano quotidianamente frotte di cittadini e turisti. In Italia non mancano esempi altrettanto significativi di come si possano recuperare vecchie strutture espositive rivitalizzandole e offendo occasioni di sviluppo imprenditoriale oltre che spazi aperti alla collettività locale e al flusso turistico.

Roma, Firenze, Ancona, Trieste, Ravenna e via discorrendo, hanno esempi significativi in tal senso.

Pensiamo ad una struttura aperta al pubblico che raccolga spazi espositivi e di vendita e degustazione di prodotti enogastronomici locali e non.

Un’area con spazi comuni per sedersi e degustare le specialità offerte, che può diventare punto di incontro per i comaschi ed i turisti.

Si può pensare ad incentivare la imprenditoria giovanile del settore offrendo spazi commerciali a canone simbolico agevolato per i primi due/tre anni di avviamento.

Uno spazio in cui ritrovarsi oltre che per gustare prodotti del territorio, anche per leggere un libro o acquistare una guida turistica del luogo o biglietti per manifestazioni e spettacoli.

Insomma, ridare vita ad una struttura attualmente dimenticata che diventa volano di attività commerciali e turistiche a tutto vantaggio della zona, invogliando cittadini e turisti a rivitalizzare con la loro presenza una parte di Como altrimenti fuori dai consueti circuiti.

Ancora una volta, prendere esempio dalle esperienze virtuose sparse per il mondo significa trasferire a Como la volontà positiva di lavorare per lo sviluppo ed il futuro della collettività.

Come già abbiamo scritto, il nostro programma prevede una valorizzazione come mercato cittadino e piazza coperta, aperto tutta la settimana, rivolto a tre obiettivi principali:

  • Architettonico: attraverso la valorizzazione (restauro parte dettaglianti e completamento padiglione grossisti) e inserimento nel circuito razionalista. Creazione di una piazza coperta al piano terreno del padiglione grossisti.
  • Enogastronomico: attraverso la trasformazione del padiglione grossisti in uno spazio enogastronomico a “centimetrozero”, con punti di ristoro che servono prodotti provenienti dai banchi del mercato.
  • Culturale: attraverso l’utilizzo della piazza interna per piccoli eventi (concerti, letture, teatro di strada, ecc.)

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LA COMO 2030 SARÀ UNA SMART CITY

Di Andrea Silvestri

Voglio chiarire un punto importante: quando parliamo di realizzare una SmartCity non stiamo parlando di tecnologia. Perciò, anche non sei molto informatico, continua a leggere.

Le città moderne sono complesse: gestiscono i servizi, la viabilità, i flussi del traffico e i parcheggi, i rifiuti, gli edifici comunali e fanno altre attività specifiche come monitorare la qualità dell’aria, occuparsi di commercio e turismo, etc.

Devono poi rispondere ai cittadini, che hanno elevato le loro aspettative nei confronti dell’amministrazione. Oggi chiedono servizi efficienti, città sostenibili, qualità di vita, transizione ecologica, un uso sostenibile delle risorse, una nuova mobilità dolce.

Prendere le giuste decisioni navigando una crescente complessità non è facile, si rischia di venire travolti ed esserne disorientati, incapaci di agire. Il risultato lo abbiamo visto a Como negli ultimi cinque anni.

Per gestire le dinamiche della città e prendere decisioni informate ci vogliono gli strumenti giusti: transizione digitale piattaforma urbana.

Provo a spiegare la “transizione digitale” del Comune con alcuni esempi.

#immagina di non dover più compilare moduli di carta o mandare la fotocopia della tua carta d’identità per ogni pratica – dopo tutto te l’hanno data loro!

#immagina di portare sempre in tasca l’app del Comune e ricevere le notifiche quando ci sono eventi in città che potrebbero interessarti, o pagare dall’app una multa facendo avanti, avanti, conferma.

#immagina di ricevere un sms che ti dice che tuo figlio è regolarmente iscritto al prossimo anno scolastico – e persino alla mensa! – senza che tu abbia dovuto protocollare alcuna richiesta.

Questa #transizionedigitale non solo è possibile, ma è facilmente realizzabile. Ed è molto importante perché è la condizione necessaria per costruire una SmartCity, una città che mette al centro le persone semplificando la fruizione dei servizi e utilizza in modo intelligente le informazioni già disponibili.

Per portarla a termine serve cambiare mentalità, condividere gli obiettivi con il personale interno e i cittadini, le imprese e i soggetti rilevanti del territorio e dare una formazione significativa al personale dell’amministrazione.

Il secondo strumento è la cosiddetta “piattaforma urbana”.

Le città moderne sono piene di oggetti moderni: edifici pubblici, semafori, telecamere, stazioni di monitoraggio ambientale, mezzi di trasporto pubblico e per la raccolta dei rifiuti, etc. tutti raccolgono informazioni sulla città.

Una smartcity raccoglie tutte queste informazioni in tempo reale ed offre servizi “intelligenti”, facciamo qualche esempio anche qui:

#immagina di poter verificare la disponibilità di un parcheggio e di prenotarlo dall’app del Comune

#immagina che i lampioni per strada decidano da soli di spegnersi se fa giorno o di accendersi se passa qualcuno

#immagina che i semafori possano allungarsi o ridursi per facilitare il flusso del traffico in ogni momento

#immagina che gli autobus sappiano riconoscere e segnalare le situazioni di degrado che incontrano per strada

Sono esempi di servizi intelligenti, che rendono più semplice la vita ai cittadini, più vivibile la città, riducono sprechi e costi, consentono di adottare modelli di sviluppo sempre più sostenibili.

Ma non è finita qui..

La #piattaformaurbana basata sulle informazioni sa analizzare i dati della città e riesce a suggerire possibili alternative a chi deve amministrarla, che può così prendere decisioni informate.

La #piattaformaurbana è aperta e consente ad imprese e associazioni di fruire dei dati raccolti per immaginare e realizzare nuovi servizi per cittadini, commercianti o turisti e arricchire così l’esperienza della città.

La SmartCity è un ecosistema di nuovi servizi e prodotti per i cittadini, di soluzioni intelligenti a supporto della capacità decisionale in merito alle politiche pubbliche, e il motore della città sostenibile.

Oggi è possibile realizzarla anche a Como grazie ai fondi del PNRR che destina il 27% delle risorse totali alla crescita digitale del Paese. Italia digitale 2026 è la strategia promossa dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale all’interno del PNRR.

Per ottenerli è necessario stabilire oggi gli obiettivi strategici per la città e le principali iniziative digitali per i prossimi anni e individuare un ufficio per la transizione digitale dotato delle risorse umane e finanziarie necessarie per realizzare questa importante trasformazione.

E’ un’opportunità che non possiamo perdere.

#immagina il futuro a Como.

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IL CAPITALE UMANO

di Luca Monti

coordinatore nazionale dei Tavoli di +Europa

Promotore di Agenda Como 2030

La Proposta per la Città di Como

La coalizione, che sostiene la candidatura di Barbara Minghetti per l’amministrazione di Como, è fermamente convinta che il Capitale Umano sia una delle leve strategiche per il futuro della città.

La formazione è un diritto del cittadino. Perché?

La parola “formazione” è composta da “forma” ed “azione” e contempla tutte quelle attività che consentono alla persona di entrare in relazione con la società.

Pensiamo a un puzzle dove il nostro spazio ha una forma che consente di inserirsi bene, di combaciare. E questo puzzle cambia continuamente sulla spinta dell’innovazione, degli eventi storici, degli interessi, abitudini, moda e cultura di chi lo popola. Se questo nostro spazio cambia, abbiamo bisogno di cambiare con lui. La formazione è ciò che ci adatta e prepara a questi cambiamenti. Per questo la formazione ci accompagna lungo tutto l’arco della vita. In Svizzera si organizzano corsi per chi va in pensione…

Abbiamo la fortuna di avere formazione di eccellenza nei diversi gradi di istruzione iniziale e di sviluppare competenze di alto profilo nelle imprese e nei centri di innovazione come ComoNext. Questo potenziale può essere valorizzato per trasformare Como in un luogo elettivo della formazione per alcune aree e settori dove il nostro nome è riconosciuto: tessile, arredamento, turismo. A questo aggiungiamo spazi pubblici disponibili e le grandi potenzialità del digitale per una “formazione aumentata” in parte fisica e in parte digitale.

Potreste chiamarlo “sogno”, noi la chiamiamo “visione della città”.

Se poi si vuole anche analizzare il concreto e il quotidiano, il Tavolo Capitale Umano, coordinato da Luca Monti (coordinatore nazionale dei Tavoli Tematici di +Europa) con Marco Seregni (coordinatore provinciale di Volt e candidato), Monica dell’Antonia, Marco Corengia, Stefano Fanetti, Daniele Valsecchi, Eleonora Galli e Salvatore Amura, ha elaborato 7 Obbiettivi per Como per lo sviluppo del Capitale Umano:

che sono poi presentati in un documento, che spiega tutti gli elementi principali per raggiungerli. Dall’analisi dei dati e dei fabbisogni, passando per le azioni da intraprendere, le risorse da intercettare e le sinergie necessarie.

La proposta è stata presentata dalla coalizione sabato 7 maggio e alleghiamo il documento completo.

Per ulteriori approfondimenti, puoi anche leggere gli articoli precedenti:

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