LA CULTURA PER LA COMO FUTURA

Un’offerta culturale sempre più ricca e variegata per la Como del futuro.

Di Federica Andreoli

La cultura nella visione di Agenda Como 2030 è la chiave per la cura delle relazioni, del territorio, delle persone. E’ creare, favorire, diffondere, momenti di crescita personale e collettiva che siano condivisibili da tutti i cittadini in luoghi pensati, organizzati, creati, consoni.

 

Relazioni

L’offerta deve essere plurale e plurali saranno gli operatori coinvolti. L’amministrazione comunale, in tale poliedricità, svolgerà il ruolo importantissimo di regia. Per questo, oltre all’assessorato alla Cultura, verrà individuato un consigliere con specifica delega alla Cultura, in modo da facilitare le relazioni tra tutti gli operatori culturali e l’amministrazione.  Gli operatori culturali della città, considerati risorsa attiva e dinamica, saranno anche supportati attivamente dall’amministrazione attraverso un sistema di bandi che possa coprire le attività lungo l’intera annata, dando modo di affrontare una seria programmazione che sia in grado  di produrre  un’offerta culturale che copra i 12 mesi, prevedendo una presenza diffusa in tutti i quartieri.  Saranno attivate specifiche convenzioni, adeguate alle esigenze di programmazione e di investimento dei soggetti gestori, che possano avere durata pluriennale. Ci si prenderà cura non solo della relazione fra operatori culturali e amministrazione, ma anche della relazione fra esigenze culturali dei cittadini e amministrazione: sarà costituito un tavolo di co-progettazione con frequenza costante per costruire una offerta culturale sempre in linea con la ‘pancia’ della città.

 

Luoghi

La cittadinanza ha bisogno di luoghi collettivi, pubblici e/o privati, per sperimentare partecipazione e co-creazione, per incontrarsi, conoscersi e confrontarsi. Esistono tantissime strutture pubbliche sotto-utilizzate, inutilizzate o in stato di abbandono, da recuperare e da ripensare.  Tra questi luoghi finalmente sarà possibile pensare anche a uno spazio dedicato alla musica classica, in forma di Auditorium, secondo le più avanzate nozioni di progettazione acustica, ove valorizzare sia le tante esperienze di questo genere già presenti sul territorio comasco sia quelle che si potrebbero  accogliere dal ‘fuori’. “Aprire le finestre”, ora, è, infatti, fondamentale per rilanciare Como nel mondo. Come? Progettando eventi che si relazionino con circuiti nazionali e internazionali già di grande attrattività, creando ponti/collegamenti con eventi e fiere che fungano da  magneti culturali. Tutto ciò, partendo dalle grandi ville aperte, da Villa Olmo a Villa del Grumello e Villa Erba, dai centri di valore storico come il Broletto e la Torre del Baradello.

Seguendo gli esempi di Art Week (Miart), Design Week (Salone del mobile), Pianocity, Bookcity, Festival della letteratura, ecc. Como può proporre una settimana di cultura all’insegna delle sue unicità. Fra queste, Alessandro Volta e Festival della Luce. Intendiamo dare maggiore impulso al Festival della Luce, in collaborazione con la Fondazione Alessandro Volta, rilanciando il percorso museale al Tempio Voltiano e nuove relazioni con le scuole per l’inserimento di corsi extra-scolastici e laboratori.

In particolare

Politeama – il nuovo Centro culturale

Sulla base del lavoro portato avanti in nell’ultimo anno dal gruppo di lavoro organizzato in tavoli

che se ne è occupato, il Politeama diventa, nella nostra visione, uno spazio polifunzionale dove

si trovano diverse attività – uno spazio creativo animato con percorsi di formazione, mostre di giovani artisti emergenti e attività per bambini e famiglie: un ambiente accogliente dove stare insieme e dove stare bene.

Mercato coperto, un incontro tra cibo e cultura

Il mercato annonario comunale (mercato coperto) è un elemento fondamentale della cultura

cittadina. Volgiamo valorizzarlo come mercato cittadino e piazza coperta, aperto tutta la settimana, rivolto a tre obiettivi principali:

– Architettonico: attraverso la valorizzazione (restauro parte dettaglianti e completamento

padiglione grossisti) e inserimento nel circuito razionalista. Creazione di una piazza coperta al

piano terreno del padiglione grossisti.

– Enogastronomico: attraverso la trasformazione del padiglione grossisti in uno spazio

enogastronomico a “centimetrozero”, con punti di ristoro che servono prodotti provenienti dai

banchi del mercato.

– Culturale: attraverso l’utilizzo della piazza interna per piccoli eventi (concerti, letture, teatro di

strada, ecc.)

Villa Olmo – padiglione espositivo temporaneo e permanente

Villa Olmo è uno dei luoghi espositivi più ampi attualmente a Como, che deve stabilmente diventare un centro di cultura e non solo un luogo di passaggio. Al primo piano della Villa troverà sede una struttura museale “fissa” (il Museo della seta è già ipotesi allo studio). Il piano terra sarà il luogo ospite per eccellenza di grandi mostre contemporanee itineranti che dialogano con il contesto internazionale e nazionale. Il sistema museale comunale sarà organizzato per offrire un migliore servizio sia in termini qualitativi che di ampiezza. Verrà creata la posizione, tutt’ora mancante, di un ruolo dirigenziale che coordinerà l’intera rete, che avrà Villa Olmo nel ruolo di pivot del sistema.
Così la pinacoteca, il Museo archeologico, con il suo giardino sulle mura recuperato e nuove realtà espositive che potrebbero nascere, dedicate all’arte contemporanea, o nuove realtà museali dedicate a personaggi storici identificativi di Como (Plinio il vecchio e Plinio il giovane), finalmente saranno messi a sistema.

Off the Wall – Festival delle Mura

Verranno creati eventi temporanei in co-progettazione con attori culturali territoriali che possano creare percorsi che valorizzino il giardino lineare attorno alle mura. Saranno coinvolti anche i giardini interni alle mura e i cortili, come già il festival ‘Bellezze interiori’ ha fatto negli anni scorsi,  tra cui gli spazi dell’ex-combattenti.

 

Risorse

Tutto ciò sarà possibile solo se l’amministrazione potrà contare su tante risorse. A tale proposito è stato pensato un assessorato che si dedichi ai bandi nazionali ed europei per intercettare tutti i finanziamenti possibili da destinare ai progetti. Altra fonte di risorse sarà la tassa di soggiorno:  i  proventi dell’Imposta di soggiorno saranno utilizzati per finalità strettamente correlate allo scopo previsto dalla normativa e verranno suddivisi al 50% tra interventi di carattere culturale e turistico.

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